Il Laboratorio Teatrale Integrato per Persone con
Disabilità della Cooperativa Spes Contra Spem
presenta:
Teatro Buffo
In:
CELEBRITA’
Il più grande spettacolo che sia mai
stato visto prima al mondo in
quanto ad ospiti di indiscussa
fama planetaria.
Le più grandi celebrità
internazionali dello star system
saranno pronte ad esibirsi e a lasciare
il pubblico indiscutibilmente
a bocca aperta.
Con:
Antonio Tiso
Giuseppe Vomero
Patrizia Milanese
Alessandro Bianchi
Elio Meloni
Donatella Querci
Emilia Balbo
Giusy Nazzarro
Valentina Guercia
Davide Marzattinocci
Loredana Nasca
Regia di Davide Marzattinocci.
Audio e luci di Suzana Zlatkovic
Venerdì 30 novembre 2007, ore 21,
Teatro Viganò,
piazza Fradeletto snc, Roma.
Ingresso ad offerta libera.
Info: 340/1486357
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Uno spettacolo con persone disabili
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presentano:
OPPERBACCO
TEATRO
in:
L'Osteria dell'Aria Fritta
Se all'osteria i camerieri ballano, si
ubriacano e suonano in strambe
orchestrine; se ai clienti viene proposto
di mangiare i piatti e i bicchieri anziché
cibo; se arriva all'improvviso la polizia e
non si sa bene perché, vuol dire che siete
all'Osteria dell'Aria Fritta, il locale più
strano che c'è.
Con:
Grace Fortini
Ferdinando Giacalone
Daniele Lattanzi
Gianluca Laura
Gabriele Maran
Luigi Meloni
Davide Marzattinocci
Armando Palaggi
Stefano Romani
Giulia Valido
Paolo Vela
Regia: Davide Marzattinocci.
Luogo e data da definire.
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ARTI TERAPIE
Percorso individuale
Con il termine Arti Terapie si definisce una disciplina che utilizza il linguaggio delle Arti a scopo espressivo, educativo e/o riabilitativo. L’esperienza con le Arti Terapie è aperta a tutti; a chi ha il desiderio di
esprimersi attraverso un’attività creativa, ma anche a persone disabili o in condizioni di disagio.Il suono, il ritmo, il segno grafico, il teatro, la danza, il colore, il movimento, il contatto con la materia, la narrazione, sono lo stimolo per esprimere emozioni, sensazioni e il proprio stato d’animo; sono un linguaggio immediato e semplice che permette di esprimere le proprie emozioni.
Le Arti Terapie hanno il peculiare obiettivo di contribuire ad aiutare la persona in un processo di espressione creativa. Il “qui e ora” dell’esperienza creativa permette alla persona di essere completamente immersa in uno spazio-tempo altro, libero e svincolato dal giudizio.
L’esperienza può essere individuale o riservata a coppie o piccoli gruppi.
Le Arti utilizzate come terapia saranno scelte in base alle caratteristiche o alle esigenze della persona e nel corso del tempo potranno variare e/o integrarsi tra loro.
Nell’esperienza si potrà:
-raccontare e raccontarsi attraverso l’arte.
-sviluppare le capacità comunicative e relazionali.
-esprimere liberamente la creatività.
-sperimentare l’arte attraverso il gioco.
-scoprire potenzialità individuali non espresse o coartate.
Davide Marzattinocci e' dottore in Lettere (indirizzo Storia del Teatro), attore, regista e arteterapista ad orientamento psicofisiologico. Conduce stages di Drammateatroterapia e Arti Terapie, laboratori di teatro. Applica la Drammateatroterapia e le Arti Terapie con persone disabili e in ambito psichiatrico, con gruppi e individualmente. Lo studio ha sede in Roma, zona piazzale delle Provincie.
Dott. Davide Marzattinocci.
Tel: 340/1486357.
E-mail: davide.marzattinocci@yahoo.it
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Alcune foto dal Laboratorio Teatrale per Persone Disabili che conduco per la Cooperativa Spes Contra Spem.
Un video realizzato con il laboratorio è visibile su:
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Estratto dalla mia relazione in occasione del
V Convegno Annuale sulle Arti Terapie
LA CORPOREITA’ DELLA MENTE:
senso creativo e comunicazione di senso
nella relazione d’aiuto
Auditorium del Conservatorio di Musica “Tito Schipa”
Via V. Ciardo, 2 - Lecce
20, 21 e 22 Dicembre 2007
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Il teatro come strumento trasformativo: modalità d’intervento individuali e di gruppo in un laboratorio teatrale integrato con persone disabili.
di Davide Marzattinocci
Le riflessioni a seguire vogliono essere non solo una descrizione operativa di intervento in un laboratorio teatrale integrato con persone disabili, ma anche e soprattutto, un punto di riflessione sulle potenzialità e le difficoltà che la drammateatroterapia in sé porta nella sua forma applicativa.
Il laboratorio è promosso dalla cooperativa Spes Contra Spem e si svolge a Roma nel IV Municipio.
Coinvolge cinque persone con disabilità che vivono nelle case famiglia gestite dalla cooperativa, tre operatori, due attrici e il sottoscritto in quanto conduttore, regista e attore. Il progetto prevede riunioni mensili con tutto il gruppo operatori nelle quali viene impostato un percorso gruppale ed individuale su ciascun utente, percorso poi applicato attraverso l’arte teatrale e gli strumenti della drammateatroterapia.
L’intervento all’interno del laboratorio parte dal gruppo per spostarsi al singolo all’interno del gruppo, per tornare al gruppo stesso. E’ possibile identificare tre fasi che corrispondono a tre parti del lavoro.
Il primo passo consiste nell’entrare in contatto con il gruppo, così ogni singolo incontro prevede inizialmente giochi ed esperienze collettive non prettamente teatrali ed interpretative, ma fondate sul contatto, sul ritmo, sul movimento e sulle intersezioni (comunque inevitabili) tra queste tre componenti. Anche dopo mesi di laboratorio in questo modo mi è possibile percepire il gruppo e le sue dinamiche in quel momento. In più la riunione fornisce elementi relativi alla quotidianità degli utenti, materiale anch’esso prezioso per lavorare nel laboratorio.
Il secondo passo entra in merito nelle improvvisazioni. In questo caso l’attenzione si sposta nuovamente al singolo. L’improvvisazione è in primo luogo uno strumento di osservazione sulle modalità espressive dell’utente e sul suo qui e ora. In secondo luogo consente di lavorare su ognuno in modo specifico, stimolando elementi creativi (a volte anche critici) che rientrano nel percorso pedagogico. Tutto ciò avviene in modo sotteso; il materiale emotivo messo in gioco prende la necessaria distanza estetica, grazie al come se del teatro. Ciò non toglie che tutto ciò non porti verso nodi critici, ma fa parte del lavoro prendersi carico e accettare, da parte del conduttore e del gruppo, tale possibilità. E’ necessario poi considerare anche chi osserva come parte del processo, perciò il lavoro pedagogico dovrà tener conto anche dello stato emotivo di chi, pur assistendo, non è assolutamente in condizione di passività.
Il terzo passo ritorna al gruppo, ricomponendo i frammenti costituiti dalle improvvisazioni in forma di spettacolo. La performance è così una rappresentazione del lavoro del gruppo e dei singoli nel gruppo, che esprime ciò attraverso il linguaggio teatrale. In questa fase vi è un intervento più deciso del conduttore, che pur non modificando il sentire del singolo e senza restringere la sua libertà creativa, porta il tutto in una forma più organica. Credo che la cosa più difficile ma più auspicabile sia riuscire a pensare che il valore estetico di uno spettacolo possa essere inevitabilmente legato al suo valore terapeutico. Insomma, un processo terapeutico sentito, costruttivo, porta il processo laboratoriale più o meno fluidamente verso il raggiungimento di un valore estetico.
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-Comune di Roma
-Municipio Roma IV
-Centro di Cultura Popolare del Tufello
-Centro Polivalente Anziani Cecchina Aguzzano
presentano:
Laboratorio Teatrale del Centro Anziani Aguzzano
in:
LA MENDICANTE SFORTUNATA
(Ovvero:
La Grande Allegria)
Con:
Palmira Carmela Canu Vittoria Di Girolamo
Mario Incoronato Maria Penna
Mariana Riso Anna Rossi Maddalena
Anna Tonti
Anna Valentino Iria Vargiu Rossana Zoi
Regia di Davide Marzattinocci
Lunedì 16 luglio 2007, ore 20, Centro Polivalente Anziani Cecchina-Aguzzano,
via Nomentana 952, Roma.
Info: 06.86890796--340/1486357. Ingresso libero.