Davide Marzattinocci

Attore, Regista, Drammateatroterapista e Arteterapista ad orientamento psicofisiologico.Conduttore di Laboratori Teatrali,Laboratori di Ricerca Teatrale, DrammaTeatroTerapia e Arti Terapie. Tel: 340/1486357 E-mail: davide.marzattinocci@yahoo.it www.myspace.com/davidemarzattinocci

Chi sono

Blogger: marzadavide
Nome: Davide Marzattinocci
CURRICULUM VITAE Davide Marzattinocci, Nato a Roma il 23 ottobre 1973. Telefono: 340/1486357. E-mail: davide.marzattinocci@yahoo.it Blog: www.davidemarzattinocci.splinder.com www.myspace.com/davidemarzattinocci Titolo di studio. • Master conseguito presso la Scuola triennale professionale di formazione multidisciplinare in arteterapia ad orientamento psicofisiologico diretta dal Prof. Vezio Ruggieri, ordinario di Psicofisiologia Clinica presso l’Università La Sapienza di Roma e patrocinata dall’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria e dall’A.E.P.C.I.S. (Associazione Europea Psicofisiologi Clinici per l’Integrazione Sociale), Roma, 2005; • laurea in Lettere e Filosofia (indirizzo Discipline delle Arti e dello Spettacolo), conseguita nel 2002 presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma: voto 110/110; tesi sul teatro delle marionette dal titolo: Il teatro Fiano, Cassandrino e la marionetta. La tesi è stata pubblicata per le Edizioni Junior di Bergamo, in collaborazione con l’Associazione Peppino Sarina di Tortona, 2006; • diploma di perito elettronico conseguito nel 1992 a Roma presso l'I.T.I.S. Pacinotti (voto:52\60). -Dal 2006 è socio aderente della Federazione Italiana Teatroterapia. Formazione. • Frequenta uno stage di Danzaterapia condotto da Angelica Bruno, Lecce, 2007: • Frequenta lo stage L’altro io-Stage di gioco con la maschera, condotto da Thoma Limbosch, 2007; • seminario di DanzaMovimentoTerapia Danzare le origini, condotto da Vincenzo Bellia, docente della Scuola di Arti Terapie e Psicoterapie Espressive, Roma, 2006; • stage sul clown condotto da Sandra Pasini (Teatret Om), 2004; • stage sull’uso della voce tenuto dal gruppo Teatro Ac-canto, 2003; • stage sull’uso della maschera, condotto da Thoma Limbosch, 2002; • seminario di formazione con la compagnia Teatro Potlach di Fara Sabina (RI), con la quale partecipa al progetto teatrale Le città invisibili a Casarano (Le) e al Festival teatrale dei centri storici della Valle del Farfa, 2002; • partecipa ad un seminario sul candomblè condotto dall'attore-danzatore Augusto Omolù, 2001; • frequenta uno stage di musicoterapia, condotto dalla Dott.ssa Pistorio, organizzato dalla Scuola di Arti Terapie della Terza Università di Roma, 2001; • frequenta un corso di percussioni popolari italiane condotto da Antonella Costanzo presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello di Roma, 2000-2001; • proiezionista per il cineclub dell'associazione culturale L'isola che non c'è, stagione 1999-2000; • seminario teorico-pratico sulla musica popolare condotto da Giovanna Marini, Frascati, 2000; • stage teatrale tenuto da Sandra Pasini, attrice della compagnia Teatret Om, 2000; • laboratorio sulle Danze Sacre di Gurdjieff tenutosi al Teatro Ateneo, presso l'Università La Sapienza di Roma, 2000; • stage con la compagnia Bread & Puppet Theatre, organizzato dall'Università La Sapienza di Roma, 1997; • laboratorio annuale di clown, insegnante: Gaston Troiano, 1997; • stage teatrale tenuto dall'attore e regista Pino Grossi, 1997; • laboratori di Commedia dell'Arte condotti da Claudio Di Maglio presso il Teatro Ateneo dell'Università La Sapienza di Roma, 1995, 1996; • laboratorio teatrale annuale presso la scuola internazionale di teatro Circo a vapore, Roma, 1995; • laboratorio sull’uso della voce condotto da Edda Dell’Orso, tenutosi al teatro Ateneo dell’Università La Sapienza di Roma, 1995; • laboratorio teatrale condotto da Cristiano Vaccaro presso l’associazione culturale Insieme per Fare, Roma, 1993; • laboratorio teatrale presso l’associazione culturale La Maggiolina, Roma, 1992; • effettua privatamente e con regolarità una supervisione individuale presso uno psicoterapeuta-arteterapeuta. Esperienze lavorative. • Attualmente: - conduce un laboratorio teatrale per disabili per la cooperativa Spes Contra Spem, Roma; - conduce (dal 2001) il laboratorio teatrale per disabili adulti nell'ambito del progetto laboratori sperimentali integrati, organizzato dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre; - conduce un laboratorio teatrale per persone disabili per la cooperativa sociale Il Brutto Anatroccolo, Roma; - conduce un laboratorio teatrale presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma; - conduce un laboratorio di drammateatroterapia presso l’associazione culturale La Scatola dell’Arte, Roma; - lavora con le Arti Terapie in sedute individuali, Roma; - conduce come regista di Metamorfosi Teatro, un laboratorio permanente di ricerca teatrale; - come regista di Metamorfosi Teatro porta in scena il corto teatrale Vincere in teatri e rassegne. • Conduce stages e laboratori di Drammateatroterapia presso l’Istituto Meme di Modena, 2007-2008; • conduce lo stage di Drammateatroterapia Il CorpoComico presso la Libera Università di Alcatraz, Gubbio, 2008; • conduce un laboratorio teatrale per attori finalizzato alla messa in scena dello spettacolo Vincere, Roma, 2008; • conduce uno stage di Drammateatroterapia in occasione del V Convegno sulle Arti Terapie La corporeità della mente, organizzato dall’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, Lecce, 2007; • conduce lo stage di Drammateatroterapia Il Corpo in Gioco presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma, 2007; • conduce laboratori di Arti Terapie presso il Casale dei Monaci, Ciampino, 2007-2008; • conduce, con la Dott.ssa Elena La Puca lo stage Danzare il personaggio. Laboratorio creativo tra danza e teatro, presso l’associazione culturale Officine Sottosopra, Roma, 2007; • conduce due laboratori teatrali presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma, 2007; • conduce un laboratorio di drammateatroterapia presso l’associazione culturale Officine Sottosopra, Roma, 2007; • dal 2004 al 2007 conduce un laboratorio di musicoterapia presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’Ospedale S.Giovanni-Addolorata (ASL RM/C), Roma • conduce un laboratorio teatrale per la terza età promosso dal Municipio Roma IV e dal Centro di Cultura Popolare del Tufello, presso il Centro Polivalente Anziani Cecchina Aguzzano, Roma, 2007; • conduce uno stage di drammateatroterapia in collaborazione con l’associazione culturale Arteartè, Reggio Calabria, 2006; •conduce uno stage di drammateatroterapia presso l’associazione culturale Cielo e Terra, Roma, 2006; • conduce due stages di drammateatroterapia presso l’Associazione Culturale Residui Teatro, Roma, 2006; • conduce uno stage di drammateatroterapia presso la Libera Università di Alcatraz, Gubbio, 2006; • conduce il laboratorio teatrale per la terza età I percorsi della memoria, promosso dal Municipio Roma IV e dal Centro di Cultura Popolare del Tufello, Centro Polivalente Anziani Cecchina-Aguzzano, Roma, 2006; • conduce il laboratorio di Arti Terapie “Incontro con l’opera di Franco Ferrari” presso il Casale dei Monaci, Ciampino, 2006; • conduce due laboratori teatrali presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma, 2006; • conduce uno stage di drammateatroterapia presso lo IALS (Istituto Addestramento Lavoratori Spettacolo) di Roma, 2005; • conduce (dal 2001) il laboratorio teatrale per disabili adulti nell'ambito del progetto laboratori sperimentali integrati, organizzato dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre. Con il laboratorio porta in scena gli spettacoli Il re e i gobbi (2002), Valzer (2004), Piccolo valzer (per Tiziana Cocco) (2005), Circo! (2006), L’osteria dell’aria fritta (2007) e B. (2008); • conduce un laboratorio teatrale presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, 2005, Roma; • nel 2005 e 2006 conduce un laboratorio teatrale per adulti presso il 3° Centro Territoriale per l’Educazione Permanente del Municipio IV, Roma; • dal 2002 al 2005 è assistente domiciliare per la cooperativa Il brutto anatroccolo, Roma; • conduce un laboratorio teatrale presso il Centro Diurno del C.S.M. della ASL RM/A di Via Monte Tomatico, 2004, Roma; • conduce un laboratorio teatrale presso l’associazione culturale Novamusica e arte, Roma, 2004; • conduce, per il Teatro Potlach di Fara Sabina, un laboratorio teatrale per disabili adulti a Passo Corese (RI), 2002; • lavora come operatore nella ludoteca Spazio Natalizio (per bambini dai 4 ai 10 anni) gestita dalla cooperativa Oltre e promossa dal Municipio Roma Tre, 2001; • nel 2001 lavora col burattinaio Giancarlo Santelli; • operatore nei laboratori sperimentali integrati 1999/2000 di teatro e cucina, promossi dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre, Roma, 1999/2001; • nel 1999 collabora con la rivista bimestrale DEA; • 1996/2002: assistente domiciliare per la cooperativa OLTRE; • operaio presso la T.I.M.E. Service, Ingolstadt (Germania), 2000; • assistente domiciliare per la cooperativa Prassi e ricerca dal 1995 al 1996, Roma; • operatore sociale presso le colonie estive dell'ANFFAS (Associazione Famiglie Fanciulli Adulti Subnormali) di Roma dal 1993 al 1998; • assicuratore ramo vita per la Prudential Italia, 1994; • cameriere presso l'hotel Hilton, Roma, 1993; • cameriere presso la birreria Falco matto, Roma, 1993. Pubblicazioni. • E’ relatore in occasione del V Convegno sulle Arti Terapie La corporeità della mente, organizzato dall’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, Lecce, 2007; • pubblica la tesi di laurea, (dal titolo Il teatro Fiano, Cassandrino e la marionetta), per le Edizioni Junior di Bergamo, in collaborazione con l’Associazione Peppino Sarina di Tortona, 2006; • pubblica tre articoli per la rivista Arti Terapie, 2006-2008; • scrive la prefazione a Basta domandare, opera teatrale di Marco Montanari, edita da Sovera Multimedia, 2004; • dal 2002 è autore di alcuni testi per il cantautore Emanuele Inserto; • scrive articoli di arte, cultura e società per il bimestrale Dea Contro, 1999-2000; • tra il 1994 e il 1996 collabora con PANTAGRUELE, rivista di satira del linguaggio. Esperienze artistiche. • Attualmente è attore e regista di Metamorfosi Teatro. Con lo spettacolo Passaggi partecipa al Maggio Sermonetano 2006. Con lo spettacolo Vincere partecipa alla rassegna Schegge d’autore al Nuovo Teatro Colosseo. Lo spettacolo viene rappresentato anche al Teatro Ygramul, Roma, 2008; • Dal 2007 conduce un laboratorio teatrale integrato per disabili adulti, promosso e realizzato dalla cooperativa Spes Contra Spem. Con il gruppo Teatro Buffo, nato dal laboratorio, porta in scena lo spettacolo Celebrità presso il Teatro Viganò (2007) e il Teatro S.Mauro Abate (2008) di Roma,; • Dal 2007 conduce un laboratorio teatrale integrato per disabili adulti, promosso e realizzato dalla cooperativa Brutto Anatroccolo. Con il gruppo Teatro del Lipirone, nato dal laboratorio, porta in scena lo spettacolo Quorari, presso il Defrag, Roma, 2008; • dal 2001 conduce un laboratorio teatrale integrato per disabili adulti, promosso e realizzato dalla cooperativa Oltre e il Municipio Roma Tre, con i quali porta in scena gli spettacoli: Il re e i gobbi (2002), Valzer (2004, rappresentato al Teatro delle Muse, Roma), Piccolo valzer (per Tiziana Cocco) (rappresentato all’Agorà Festival di Roma e al Teatro Saffi di Roma, 2005), Circo! (2006), rappresentato al Teatro Colosseo di Roma in occasione dell’Agorà Festival e all’Handicap Day 2006, L’osteria dell’aria fritta (2007) e B. (2008); • porta in scena, come regista, gli spettacoli Taksati. Storie attorno a un filo (2005), Italia, 2050 (2006), Caos (2006), Quotidiana Follia (chi tiene le fila?) (2007), Le storie di ognuno sono semi di vita dove la follia è ben gradita (2007), Il reparto (2008), con il gruppo Laboratorio di Teatro Popolare, nato nel lavoro di laboratorio teatrale condotto al Centro di Cultura Popolare del Tufello a Roma dal 2005; • regista degli spettacoli La locanda dei racconti (2006) e La mendicante sfortunata (Ovvero: La Grande Allegria) (2007), nati dal laboratorio teatrale per la terza età I percorsi della memoria, promosso dal Municipio Roma IV e dal Centro di Cultura Popolare del Tufello, Centro Polivalente Anziani Cecchina-Aguzzano, Roma, 2006-2007; • regista degli spettacoli Nell’assurdo (2005) e Un sogno (2006), rappresentati dal Teatro degli Incoscienti, gruppo nato dalla conduzione del laboratorio teatrale per adulti presso il Centro Territoriale per l’Educazione Permanente del Municipio IV di Roma, negli anni 2005 e 2006; • é uno degli interpreti del cortometraggio Sentimenti in scatola, regia di Marco Montanari, 2003: • con la compagnia Cilantro Teatro porta in scena Macondiano all’ Altrofestival di Milano, al festival Fiumestate 2003 (Fiumefreddo Bruzio, Cosenza), all’ex-cinema occupato Astra di Roma e al centro culturale Affabulazione di Ostia (RM), 2003; • voce recitante in Come d'autunno. Vita e speranza in un tempo sospeso, spettacolo di poesia e musica, con l'accompagnamento della chitarra classica di Emanuele Inserto, 2002; • è uno degli interpreti dello spettacolo MASCHERATI!, scritto e diretto da Dario Aggioli della compagnia Teatro Forsennato, 2001; • nel 2001 lavora col burattinaio Giancarlo Santelli, col quale ha messo in scena gli spettacoli Il principe curioso e Pulcinella in cerca di fortuna per il mondo. • messa in scena dello spettacolo Pioggia obliqua: lettura poetica dedicata a Fernando Pessoa, con l'accompagnamento della chitarra classica di Emanuele Inserto, 2001; • è uno degli interpreti dello spettacolo multimediale Multivisione georgos, interras intercaela creato dal gruppo di artisti S. Giorgio, 1999; • é uno dei due conduttori di un laboratorio teatrale per disabili adulti, (con i quali porta in scena lo spettacolo El Roble ), tenutosi nell'ambito del progetto laboratori sperimentali integrati 1999/2000 gestito dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre; • è uno degli interpreti del cortometraggio Collasso, regia di Sang Do Lee, 1999; • partecipa all'edizione 1999 del festival di teatro di strada Mercantia a Certaldo, con il gruppo I Ronzini Balzani; • nel 1998 e nel 1999 fa parte della compagna teatrale YAALED, con la quale ha portato in scena lo spettacolo Por un amor, adattamento teatrale del film Profundo Carmesì di Arturo Ripstein; • spettacolo di strada (con Giulia Scala) I Clowns Pazzaioni alle Olimpiadi, rappresentato in diverse piazze di Roma, 1998; • è uno degli interpreti del cortometraggio 2000 anni non sono niente, regia di Gaston Troiano, 1997.

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venerdì, 17 agosto 2007


UNA MUSICA PER ENTRARE NEL MIO BLOG.

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Video e foto sulla mià attività teatrale con persone con disabilità e con Metamorfosi  Teatro gruppo di ricerca teatrale,
sono visibili su:

www.myspace.com/davidemarzattinocci

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Foto di Aziza VascoPrima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti
zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.

(Martin Niemoller)
postato da: marzadavide alle ore 22:27 | link | commenti (1)
categorie:
martedì, 24 aprile 2007

            Il teatro non ha categorie, ma si occupa della vita.

E' il solo punto di partenza, l'unico veramente fondamentale.

Il teatro è la vita.

 

                                                                          Peter Brook

postato da: marzadavide alle ore 23:25 | link | commenti (1)
categorie:

SPETTACOLO LO_25"Il teatro deve essere inatteso, deve guidarci alla verità attraverso la sorpresa, se l'abitudine ci porta a credere che il teatro debba iniziare con un palcoscenico, scene, luci, e poltrone, partiamo dalla strada sbagliata. Possono prendere un qualsiasi spazio vuoto e chiamarlo palcoscenico: un uomo attraversa questo spazio mentre qualcun altro lo guarda e questo è tutto quanto di cui ho bisogno perchè s'inizi un atto teatrale. In teatro è l'immaginazione a riempire lo spazio". 
                                                                           
Peter Brook   
postato da: marzadavide alle ore 23:23 | link | commenti
categorie: cultura, poesia, creativitĂ , libertĂ 


Cercasi
attori e danzatori
per messa
in scena dello spettacolo
Domani è il giorno al Teatro Il Cantiere.

Foto di Aziza Vasco

Metamorfosi Teatro cerca attori e attrici, danzatori e danzatrici per laboratorio finalizzato alla messa in scena dell’opera teatrale Domani è il giorno di Marco Montanari.

Parte dello spettacolo, sotto forma di corto teatrale, è già andato in scena al Teatro Colosseo all’interno della rassegna Schegge d’autore e al Teatro Ygramul.

Lo spettacolo verrà rappresentato a Roma il 17 maggio 2009 al Teatro Il Cantiere e poi al C
entro di Cultura Popolare del Tufello oltre che in qualsiasi altro luogo ove sarà possibile (rassegne, festivals, ecc). Pertanto si richiede una disponibilità anche per eventuali spettacoli.

Il corto Vincere (che è parte dello spettacolo) parteciperà al festival dei corti del Teatro Fara Nume di Ostia tra l’1 e il 3 maggio 2009.

Eventuali guadagni da spettacoli verranno suddivisi in parti uguali tra i componenti del gruppo (compreso il regista).
Sono necessari 3 attrici e 1 attore.

Il laboratorio si svolgerà il giovedì dalle 9,30 alle 14,30 presso il Centro di Cultura Popolare Tufello in via Capraia 81 a Roma e sarà condotto da Davide Marzattinocci.

Per il laboratorio si richiede un piccolo contributo (60 euro mensili da dividere in parti uguali tra i partecipanti) per spese di gestione della sala.

Il primo incontro (da svolgersi  in data da comunicare, comunque di giovedì mattina dalle 9,30 alle 14)  varrà come selezione per scegliere i 4 partecipanti.
A laboratorio iniziato non sarà possibile accedere. La comunicazione della data avverrà esclusivamente via mail.

Si richiede cv.

Il lavoro prevede un intenso training corporeo.
E’ possibile prevedere incontri aggiuntivi.

Per info e adesioni:
Davide Marzattinocci, tel: 340-1486357
davide.marzattinocci@yahoo.it
www.davidemarzattinocci.splinder.com
www.myspace.com/davidemarzattinocci

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LABORATORIO TEATRALE
al Centro di Cultura Popolare Tufello

"Sono un clown e faccio
collezione di attimi"

Heinrich Böll

Copia di haring[1]Il laboratorio è uno spazio creativo
dove muoversi e danzare,
giocare, improvvisare,
divertirsi liberamente,
inventare personaggi,
entrare in contatto,
creare uno spettacolo.

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Lunedì, ore 20,30/22,30,
Centro di Cultura Popolare del Tufello,
via Capraia 81, Roma,
Il laboratorio aperto a tutti, anche a
chi non ha esperienza teatrale.
Il costo è di 20 euro di iscrizione annuale
e di 45 euro mensili
Primo incontro gratuito.
Il laboratorio è condotto da Davide Marzattinocci
ed avrà inizio non appena si raggiungerà
un numero sufficiente di adesioni.

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Per info ed adesioni:
tel.06.871.84.111
(lasciare messaggio in segreteria e richiameremo),
340-1486357
davide.marzattinocci@yahoo.it
ccptufello@yahoo.it


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www.ccptufello.splinder.com

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LABORATORI e STAGE
di DRAMMATEATROTERAPIA

ColOl05b

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Non si va a teatro per scappare da sé,
ma per ristabilire un contatto
con il mistero che tutti siamo.


A. Jodorowsky
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Il laboratorio di drammateatroterapia si propone di stimolare le potenzialità creative e relazionali dei partecipanti nel rispetto delle caratteristiche individuali, ed e' aperto a chiunque.Non è necessaria alcuna esperienza teatrale.
Il laboratorio può essere interpretato come uno spazio formativo in senso professionale, personale ed artistico; uno spazio altro nel quale si può lavorare creativamente sulla scoperta di sé e che permette di immergersi nel qui e ora dell’esperienza creativa.

Il teatro è un contenitore dove provare a giocare, esprimersi liberamente senza alcun giudizio di valore, sperimentare il gioco di essere qualcun altro, comunicare ed entrare in contatto con sé e con gli altri, far parte di un gruppo senza perdere la propria identità, divertirsi in un tempo sospeso dalla quotidianità, scoprire i propri limiti e le proprie risorse, mostrarsi come non ci si mostra in altri contesti, ascoltare gli altri, cambiare la propria forma, improvvisare, entrare in contatto con le emozione proprie e dell’altro, perdersi e ritrovarsi per poi perdersi ancora...

Il laboratorio  è aperto  a chiunque attori e non attori.
È particolarmente indicato a medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, operatori di comunità, insegnanti, animatori, operatori sociosanitari, attori ed artisti.

Si consiglia di indossare abiti comodi che facilitino il movimento.
E’ consigliato portare un tappetino
o asciugamano sul quale potersi sdraiare.

Il percorso  laboratoriale non abilita alla
professione di operatore in Drammateatroterapia.

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LABORATORIO A ROMA

Roma: Mercoledì ore 18,30/20,30, Ass Cult. SperimentArti,
via R. Montecuccoli 28 (P.le Prenestino). Aperto a tutti.
Costi: 55 € ogni 4 incontri più € 15 annuali per assicurazione.
Primo incontro gratuito.
Il laboratorio inizierà appena si raggiungerà
un numero minimo di adesioni.


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LABORATORIO A BOMARZO  (VT)

Due pomeriggi al mese di sabato (ore 17,30-19,30),
presso l'agriturismo Il Fantabosco.
Per info: Marilina Ciricillo, tel: 393-9458623.
E-mail:
mcstudio62@yahoo.it
www.agriturismoilfantabosco.spaces.live.com


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STAGE A NAPOLI

Lo stage si svolgerà a febbraio 2009 in data da definire  (sabato h 15-19, domenica 10-13 e 15-18) presso la scuola di teatro Bottega Teatrale, Rampe G. Siani 2 (ex Rampe della Cerra), metro Salvator Rosa.
Il costo è di € 70.
Per chi lo desiderasse è possibile pernottare presso un Bed & Breakfast convenzionato.
E’ obbligatoria la prenotazione versando un acconto, tramite bonifico.


Bottega Teatrale:
www.myspace.com/bottegateatrale
teentheatre@gmail.com
ettorenigro@hotmail.it

Tel: 081-5788424
347/1012863


*******************

BUFFONERIE!

Alla ricerca del corpo comico
e del personaggio buffo.

Condotto da Davide Marzattinocci

buffonerie
La creatività come elemento presente in ognuno è lo strumento per giocare, muoversi, improvvisare, creare i propri personaggi buffi, comici, clowneschi, surreali e metterli in scena assieme a quelli degli altri.

 Sabato 17 gennaio 2009, Gallese (VT), agriturismo
Giulia di Gallese

Per info e iscrizioni non contattare Davide Marzattinocci ma direttamente Ludership via telefono al  329.6281236  o via mail a info@ludership.com

Ludership è il 1° network per ridere, vivere e lavorare con il sorriso! Inserisci le tue attività tra gli eventi! Visita il centro ludership! Se sei interessato a certificare le tue attivita' su ludership, contattaci su: info@ludership.com

Visita ludership al: http://ludership.ning.com

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LABORATORIO TEATRALE
PER BAMBINI e RAGAZZI

(8-18 anni) a Bomarzo (VT)
20040920_mostre_luzzati4

 Presso l’agriturismo Il Fantabosco.
Per info: Marilina Ciricillo, tel: 393-9458623.
E-mail: mcstudio62@yahoo.it

www.agriturismoilfantabosco.spaces.live.com
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METAMORFOSI TEATRO

presenta:

LABORATORIO PERMANENTE
di RICERCA TEATRALE

Per attori e danzatori.

LABORATORIO RICERCA TEATRALEIl laboratorio vuole essere uno spazio permanente di ricerca teatrale e sul movimento, pertanto non è prevista attualmente una conclusione (ci sono le pause estiva e per le festività). L'intenzione è di creare un gruppo stabile di attori e/o danzatori che segua un percorso di ricerca e realizzi performance e spettacoli da presentare al Centro di Cultura Popolare del Tufello come in qualsiasi altro posto ove fosse possibile.
Il lavoro è basato su un intenso training corporeo. Non è possibile ora prevedere una data per le performance.

E' richiesta esperienza come attori e/o di danzatori (si richiede cv).

Il primo incontro è gratuito e sarà momento di selezione per entrare nel gruppo. Il laboratorio ha un costo di 40 euro mensili più 20 euro di iscrizione annuale ed inizierà non appena verrà raggiunto un numero sufficiente di adesioni

Il mercoledì ore 10-13.
Metamorfosi Teatro  c/o
Centro di Cultura Popolare
del Tufello,
Via Capraia 81
tel: 06.871.84.111
-340/1486357

Metamorfosi Teatro

presenta
VINCERE
Foto di Aziza Vasco
Con:
Alice Di Clementi
Camilla Fraschini
Marco Martino
Annalisa Rauso
Paola Santamaria
Regia di Davide Marzattinocci 
Drammaturgia di Marco Montanari
Abiti femminili di Giulia Scala
Foto di Alessandro Faralli e Aziza Vasco
Locandina di Andrea Albanese
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Foto di Aziza Vasco12,  13,  14  maggio  2008,  ore  20,45
All’interno della rassegna di corti teatrali
Schegge d’autore.
Nuovo Teatro Colosseo
Via Capo d’Africa 29/a
Ingresso € 8
------------------------------------ 
sabato 31  maggio  2008
Due repliche alle ore 21  e alle ore 22,15
Teatro Ygramul
via N. M. Nicolai, 14, Roma.
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mercoledì 25 giugno 2008
 
All’interno della rassegna
Anime di carta… in brevi azioni sceniche,
con inizio alle 19,30.
 
Polisportiva Ostiense
via Lungotevere Dante 5 / 3
(ponte Marconi)
 
Ingresso libero.
--------------------------------------
Lo spettacolo ha una durata di 20 minuti
-----------------------------
Info: 340/1486357
 
VINCERE LOCANDINA WEB
******************
TEATRO E DISABILITA':
TRE SPETTACOLI
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Cooperativa
“Il Brutto Anatroccolo”
 
Associazione “Il sogno”
 
presentano:
 
Teatro del Lipirone
 
in:
 
Quorari
 
Con:
Luca Melillo
Pierpaolo Cipitelli
Maria Fortuna
Gianfranco Melis
Enzo Pistone
Alessandro Lumare
Rita Cotugno
Donatella Fabbri
Danilo Piccioni
Salvatore Perillo
Elisabetta Branciaroli
Massimiliano Poietti
Davide Marzattinocci
Patrizio Graziano
 
Aiuto di scena: Salvatore Frau
 
Regia di Davide Marzattinocci
 
"Quorari" nasce da un anno di laboratorio teatrale
con gli operatori e i ragazzi della Cooperativa
Brutto Anatroccolo. Nel tempo il laboratorio si
è impreziosito della collaborazione creativa
di una attrice volontaria.
Le improvvisazioni che il gruppo ha portato
alla luce nel corso del tempo hanno fornito
una ricca quantità di materiale che selezionato
e definito ha potato alle scene che
compongono lo spettacolo.
Anche il nome del gruppo e il titolo
di questo spettacolo ("Quorari" significa
quadri nella fantastica lingua di uno
degli utenti) sono stati cercati e poi
trovati nelle straordinarie invenzioni
linguistiche dei partecipanti.
 
Giovedì 5 giugno 2008, ore 17,
c/o Defrag, via delle Isole Curzolane 75, Roma.
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Il Laboratorio Teatrale Integrato per
Persone con Disabilità
della Cooperativa Spes Contra Spem
 
presenta:
 
Teatro Buffo
 
in:
celebritĂ 
CELEBRITA’
 
Con:
 
Antonio Tiso      
Giuseppe Vomero      
Patrizia Milanese
Alessandro Bianchi      
Elio Meloni      
Donatella Querci
Emilia Balbo      
Giusy Nazzarro      
Lara Pedilarco   
Davide Marzattinocci
Tommaso Graziola
Giorgio Russo     
Noemi Antonelli
 
Regia di Davide Marzattinocci
 
Audio e luci di Suzana Zlatkovic
 
Domenica 15 giugno 2008, ore 18,
Teatro S. Mauro Abate,
via Francesco Sapori 10 (Cecchignola), Roma.
Ingresso libero.
 
Lo spettacolo è inserito all’interno della manifestazione
Entrare fuori, uscire dentro, dove verranno presentate
anche mostre fotografiche, poesie e letture
di poesie, video e cortometraggi
con e su persone con disabilità.
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Una iniziativa promossa dal Municipio Roma III
e realizzata dalla Cooperativa Oltre
nell’ambito del Progetto Laboratori
per persone con disabilità.
 
Opperbacco Teatro
 
in:
Foto di Chiara Cardelli 
B.
 
Uno spettacolo nato da poco, ancora in fase
embrionale che si offre al pubblico in tutta la sua
freschezza e vitalità.
Uno spettacolo che col passare del tempo non
sarà più questo.
Uno spettacolo dove l’improvvisazione ne
è fondamento.
O più semplicemente, B.
 
Con:
Grace Fortini     
Ferdinando Giacalone     
Mara Ialungo     
Daniele Lattanzi     
Gianluca Laura     
Maria Enrica Angelico   
Gabriele Maran     
Luigi Meloni     
Davide Marzattinocci     
Armando Palaggi     
Giulia Valido     
Regina Dagata     
Paolo Vela     
Lara Pedilarco     
Fabio Strada
 
Collaborazione drammaturgica di Stefano Romani.
 
Audio: Stefano Romani.
 
Regia: Davide Marzattinocci.
 
Martedì 17 giugno 2007, ore 16,
Teatro Saffi, via dei Sabelli 119, Roma.
Ingresso libero.
Non sarà possibile entrare a spettacolo iniziato.
sabato, 10 febbraio 2007

ARTI TERAPIE
Percorso individuale
 
Con il termine Arti Terapie si definisce una disciplina che utilizza il linguaggio delle Arti a scopo espressivo, educativo e/o riabilitativo. L’esperienza con le Arti Terapie è aperta a tutti; a chi ha il desiderio diStage DTT-violinista verde esprimersi attraverso un’attività creativa, ma anche a persone disabili o in condizioni di disagio.Il suono, il ritmo, il segno grafico, il teatro, la danza, il colore, il movimento, il contatto con la materia, la narrazione, sono lo stimolo per esprimere emozioni, sensazioni e il proprio stato d’animo; sono un linguaggio immediato e semplice che permette di esprimere le proprie emozioni.
Le Arti Terapie hanno il peculiare obiettivo di contribuire ad aiutare la persona in un processo di espressione creativa. Il “qui e ora” dell’esperienza creativa permette alla persona di essere completamente immersa in uno spazio-tempo altro, libero e svincolato dal giudizio.
L’esperienza può essere individuale o riservata a coppie o piccoli gruppi.
Le Arti utilizzate come terapia saranno scelte in base alle caratteristiche o alle esigenze della persona e nel corso del tempo potranno variare e/o integrarsi tra loro.
Nell’esperienza si potrà:
-raccontare e raccontarsi attraverso l’arte.
-sviluppare le capacità comunicative e relazionali.
-esprimere liberamente la creatività.
-sperimentare l’arte attraverso il gioco.
-scoprire potenzialità individuali non espresse o coartate.
 
Davide Marzattinocci e' dottore in Lettere (indirizzo Storia del Teatro), attore, regista e arteterapista ad orientamento psicofisiologico. Conduce stages di Drammateatroterapia e Arti Terapie, laboratori di teatro. Applica la Drammateatroterapia e le Arti Terapie con persone disabili e in ambito psichiatrico, con gruppi e individualmente. Lo studio ha sede in Roma, zona piazzale delle Provincie.
 
Dott. Davide Marzattinocci.
Tel: 340/1486357.   
E-mail: davide.marzattinocci@yahoo.it
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Estratto dalla mia relazione in occasione del
V Convegno Annuale sulle Arti Terapie
LA CORPOREITA’ DELLA MENTE:
senso creativo e comunicazione di senso  
nella relazione d’aiuto

Auditorium del Conservatorio di Musica “Tito Schipa”
Via V. Ciardo, 2 - Lecce
20, 21 e 22 Dicembre 2007
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Il teatro come strumento trasformativo: modalità d’intervento individuali e di gruppo in un laboratorio teatrale integrato con persone disabili.
 
di Davide Marzattinocci
 
Le riflessioni a seguire vogliono essere non solo una descrizione operativa di intervento in un laboratorio teatrale integrato con persone disabili, ma anche e soprattutto, un punto di riflessione sulle potenzialità e le difficoltà che la drammateatroterapia in sé porta nella sua forma applicativa.
Il laboratorio è promosso dalla cooperativa Spes Contra Spem e si svolge a Roma nel IV Municipio.
Coinvolge cinque persone con disabilità che vivono nelle case famiglia gestite dalla cooperativa, tre operatori, due attrici e il sottoscritto in quanto conduttore, regista e attore. Il progetto prevede riunioni mensili con tutto il gruppo operatori nelle quali viene impostato un percorso gruppale ed individuale su ciascun utente, percorso poi applicato attraverso l’arte teatrale e gli strumenti della drammateatroterapia.
L’intervento all’interno del laboratorio parte dal gruppo per spostarsi al singolo all’interno del gruppo, per tornare al gruppo stesso. E’ possibile identificare tre fasi che corrispondono a tre parti del lavoro.
 
Il primo passo consiste nell’entrare in contatto con il gruppo, così ogni singolo incontro prevede inizialmente giochi ed esperienze collettive non prettamente teatrali ed interpretative, ma fondate sul contatto, sul ritmo, sul movimento e sulle intersezioni (comunque inevitabili) tra queste tre componenti. Anche dopo mesi di laboratorio in questo modo mi è possibile percepire il gruppo e le sue dinamiche in quel momento. In più la riunione fornisce elementi relativi alla quotidianità degli utenti, materiale anch’esso prezioso per lavorare nel laboratorio.
 
Il secondo passo entra in merito nelle improvvisazioni. In questo caso l’attenzione si sposta nuovamente al singolo. L’improvvisazione è in primo luogo uno strumento di osservazione sulle modalità espressive dell’utente e sul suo qui e ora. In secondo luogo consente di lavorare su ognuno in modo specifico, stimolando elementi creativi (a volte anche critici) che rientrano nel percorso pedagogico. Tutto ciò avviene in modo sotteso; il materiale emotivo messo in gioco prende la necessaria distanza estetica, grazie al come se del teatro. Ciò non toglie che tutto ciò non porti verso nodi critici, ma fa parte del lavoro prendersi carico e accettare, da parte del conduttore e del gruppo, tale possibilità. E’ necessario poi considerare anche chi osserva come parte del processo, perciò il lavoro pedagogico dovrà tener conto anche dello stato emotivo di chi, pur assistendo, non è assolutamente in condizione di passività.
 
Il terzo passo ritorna al gruppo, ricomponendo i frammenti costituiti dalle improvvisazioni in forma di spettacolo. La performance è così una rappresentazione del lavoro del gruppo e dei singoli nel gruppo, che esprime ciò attraverso il linguaggio teatrale. In questa fase vi è un intervento più deciso del conduttore, che pur non modificando il sentire del singolo e senza restringere la sua libertà creativa, porta il tutto in una forma più organica. Credo che la cosa più difficile ma più auspicabile sia riuscire a pensare che il valore estetico di uno spettacolo possa essere inevitabilmente legato al suo valore terapeutico. Insomma, un processo terapeutico sentito, costruttivo, porta il processo laboratoriale più o meno fluidamente verso il raggiungimento di un valore estetico.

 

                   

sabato, 16 settembre 2006

UN ARTICOLO DALLA RIVISTA "ARTI  TERAPIE" (nov.-dic. 2006)                  

                                                                             

TEATRO, DISABILITA’ ED ESTETICA.

“Dal mio quarto piano sull’infinito, nella plausibile intimità
della sera che sopraggiunge, a una finestra che dà sull’inizio
delle stelle, i miei sogni si muovono con l’accordo di un
ritmo, con una distanza rivolta verso viaggi e paesi ignoti, o
ipotetici, o semplicemente impossibili.”

Fernando Pessoa

Vorrei prendere spunto, per le semplici riflessioni che seguiranno, da un’esperienza che mi coinvolge da alcuni anni. Dal 2001 conduco un laboratorio teatrale per persone disabili promosso dal Municipio Roma Tre e realizzato dalla cooperativa Oltre. Al laboratorio partecipano mediamente una decina di utenti e da due a cinque operatori: tutti i partecipanti, me compreso, sono sempre coinvolti negli spettacoli in tutte le fasi, dalla creazione alla rappresentazione. Foto di Chiara CardelliProprio su questa distanza, sul percorso creativo che va dalla nascita dell’idea-azione teatrale alla sua fissazione-rappresentazione per il pubblico, vorrei fermare l’attenzione. C’è un legame tra il processo che avviene nel laboratorio e il senso estetico della performance che ne scaturisce? Perché spesso gli spettacoli con persone con disagio non hanno una valida collocazione estetica?
In merito alle difficoltà poste da queste domande vorrei citare un passo del prof. Giorgio Concato (Docente di Psicologia Dinamica all'Università di Firenze), che illustra due possibili condizioni di non equilibrio; dove la terapia annulla il teatro e dove il teatro inficia l’intervento terapeutico: “Nel primo caso, dunque, si assiste a spettacoli volti a suscitare nel pubblico la commozione per l'insospettata abilità dei disabili a mostrarsi "normali", a dimostrare, nell'ambito della finzione, quelle competenze e quelle attitudini la cui mancanza, nella vita concreta, li contrassegna e li separa dai soggetti normodotati: spettacoli del tipo "saggio di fine anno", per un pubblico di curiosi, parenti, operatori, volontari e persone sensibili, disposti ad apprezzare lo sforzo dei disabili di superare il loro handicap e la capacità dei registi-terapeuti di accompagnarli verso la riacquisizione di una normale funzionalità espressivo-motoria. Qui la terapia oscura l'arte, fino a trasformarla in semplice pretesto.
Nel secondo caso, invece, all'insegna di un'obsoleta apologetica della valenza decostruttiva della deformità, il "diverso" rischia di apparire sulla scena, inconsapevole del Foto di Chiara Cardellisuo ruolo di spettacolare alterità, solo come emblema e segno di un discorso critico-estetico sulle rimozioni e le esclusioni operate dalla vigente cultura della normalità.”. 
Partendo da queste considerazioni vorrei scrivere del ruolo del conduttore, così come lo vivo nella mia esperienza. Nel lavoro mi sento in balìa delle sensazioni, del sentire (parole che sono alla radice del termine estetica), navigo con il gruppo e attiro a me i loro messaggi consapevoli o meno; sono pienamente coinvolto delle loro possibilità (soprattutto delle più elementari ed istintive), dai loro ritmi, dai loro limiti, dalla loro quotidianità, dai loro movimenti e dalle loro ansie. Questo materiale si mescola alle mie sensazioni (la mia “estetica”) e a quello degli operatori, poi riaffiora bisognoso di un contesto, chiede di essere ricollocato dal sogno al palcoscenico sotto forma di suoni, oggetti, forme, azioni. Non è importante (anche se a volte è necessario) dare una “spiegazione razionale” all’azione teatrale; l’importante è che sia voluta, necessaria e riproducibile, senza che si perda la voglia di continuare a reinventarla, diversa ed uguale, come si reinventa, parallelamente, la relazione tra gli attori. Mi piace, una volta iniziato il percorso laboratoriale, restare in una temporanea sospensione attendendo e cercando lo stimolo, spesso una musica o un oggetto che, una volta fissato nell’azione scenica, crei uno spazio-tempo dove l’attore-utente possa “rappresentarsi” in un luogo protetto e modificabile. Mi piace aspettare che le immagini “cadano dall’alto”; poi le accolgo e le accompagno nel mio immaginario con la concretezza di ciò che gli utenti sono, in tutte (o alcune) loro subidentità. L’immaginazione tiene stretto a sé il reale e lo rielabora modificandone i contorni e permettendo all’attore di non dover assumere un’identità imposta, rigida, che non farebbe altro che privarlo dell’esperienza di esprimersi ed apparire sé ed altro da sé. Foto di Chiara Cardelli
Non credo sia facile mantenere l’equilibrio metodologico ed umano che consenta di non sbilanciarsi verso gli opposti citati dal prof. Concato, ma penso che sia auspicabile cercarlo, sentirlo e modularlo all’interno dell’esplorazione della relazione tra il conduttore e il gruppo. Un processo laboratoriale condotto con consapevolezza può portare dolcemente, fluidamente e con naturalezza, gli attori verso il sentire, quindi nel pieno di un’esperienza che si possa definire estetica. Perciò a mio avviso l’estetica del teatro in contesti di disagio (e forse anche del teatro in altri contesti) non è un punto di arrivo da raggiungere con immediatezza, ma la conseguenza di un processo creativo sentito.


Davide Marzattinocci

 

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Laboratori in S.P.D.C.

L’esperienza del muro.

(dalla rivista Arti Terapie)

 

L’esperienza del muro nasce come micro progetto all’interno del laboratorio di espressività corporea integrata che si svolge nel reparto Psichiatrico Diagnosi e Cura (S.P.D.C.) dell’ospedale S. Giovanni Addolorata di Roma il cui responsabile è il Dott. Walter Gallotta.

L’idea è nata un giorno mentre percorrevamo l’androne che precede l’entrata nel reparto. In questo spazio diverso tempo fa è stato eretto un muro di cartongesso che aveva la funzione di separare l’ambiente antecedente l’S.P.D. C, in cui i pazienti passano del tempo, anche solo per fumare o “prendere aria” e l’ambiente deputato alle visite mediche dell’ospedale e al pagamento dei ticket.

La sensazione che avevamo percorrendo il corridoio era quella di sfiorare, ogni volta,     non solo un muro, ma un muro esteticamente brutto, qualcosa messa lì “alla buono e meglio” ma con una precisa funzione: una vera e propria barriera architettonica.

Ci siamo allora dette che sarebbe stato interessante “spostare” il lavoro che svolgevamo con i pazienti all’interno del reparto, lì fuori, sul muro. Il pretesto era quello di renderlo meno squallido e più gradevole alla vista,  ma  contemporaneamente   si lavorava sul processo trasformativo del singolo paziente e del gruppo.

Ci piaceva che il tema della malattia mentale intesa come qualcosa da ghettizzare, isolare, nascondere magari  proprio attraverso un muro, fosse il filo conduttore del nostro lavoro e potessimo così inventarci, insieme ai pazienti, un modo  nuovo per affrontarla e  trattarla utilizzando i linguaggi artistici.

Il micro progetto è iniziato con l’ approvazione del primario e con l’adesione ,alla nostra proposta di collaborazione,  degli altri due laboratori attivi nel reparto, quello di musicoterapia e quello di scrittura collettiva. Ognuno di noi ha mantenuto la piena autonomia all’interno del proprio laboratorio ma abbiamo condiviso, sin dall’inizio, il progetto terapeutico e la sua organizzazione generale.

 

 

Laboratorio di espressività corporea (Dott.ssa Elena La Puca, dott.ssa Francesca Barbieri).

 

Per quanto riguarda il nostro laboratorio, il lavoro iniziava spesso all’interno del reparto con esperienze psico-fisiologiche o altre esperienze a base corporea per poi, in qualche modo, “transitare” fuori dal reparto e trovare uno spazio di memoria sulla superficie del muro. Parte importante e strutturante del lavoro, è stata la gestione dello “spazio interno”,  inteso come mondo interiore , e dello “spazio esterno” come luogo fisico di proiezione dei propri vissuti, da condividere con gli altri e di cui avere rispetto.

La proposta era quella di integrarsi agli altri attraverso i propri lavori, di sfiorarsi a volte, molto spesso incontrarsi ma mai sovrapporsi, mai cancellare e quindi mai nascondere.

Molto interessante è stato accorgersi di come le esperienze corporee e i giochi espressivi compiuti all’interno del “setting reparto” trovassero,poi, un altro modo per essere raccontati fuori e quindi rivissuti dai singoli pazienti attraverso altre forme espressive come il colore, l’impronta, il disegno, il racconto e la composizione attraverso materiali diversi (lana, ritagli di giornale, carta).

Ad un certo punto del lavoro è stato evidente ai nostri occhi come il muro, da ostacolo, fosse diventato una possibilità, una risorsa, un sostegno, un grande contenitore, qualcosa con cui giocare, e soprattutto qualcosa che ci aiutasse a non dimenticare ciò di cui si ha bisogno. Il muro stava diventando uno spazio relazionale, dove s’intrecciavano vissuti ma soprattutto stava diventando un corpo “vivo e parlante”.

Il setting atipico del “muro” poneva più difficoltà per la gestione del gruppo, in quanto spazio più aperto, meno controllabile e quindi più dispersivo. Nello stesso tempo, però, ci ha permesso con più facilità, di coinvolgere pazienti molto gravi o reticenti che, sostando fuori per una sigaretta o per prendere un po’ d’aria, sono entrati nel lavoro, dapprima, come “semplici” osservatori, e poi incuriositi, hanno partecipato lasciando contributi molto significativi e ritrovando quel senso di leggerezza, frutto dell’esperienza del lasciarsi andare...

 

Qui di seguito raccontiamo brevemente alcune delle esperienze più significative del progetto:

 

·        La sagoma dalla personalità multipla.

Segnalare i confini del corpo attraverso le proprie mani; creazione di una sagoma umana sul muro (il corpo è stato “prestato” da uno dei pazienti).

Il gruppo gli ha dato un nome e ha colorato le diverse parti del corpo con il colore che pensava potesse rappresentarle e lo ha riempito di particolari e di elementi. In ultimo gli è stata data un’espressione.

 

·         “Qui dentro”.

Dopo aver giocato con il soffio delle bolle di sapone, il gruppo esprime proprie immagini e sensazioni rispetto al “qui dentro” inteso come vissuto sia all’interno del reparto e quindi dell’ospedalizzazione sia rispetto al proprio mondo interiore. Successivamente il gruppo viene invitato a portare i contenuti dell’esperienza “lì fuori” sul muro,  scegliendo la propria modalità.

 

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