Davide Marzattinocci

Attore, Regista, Drammateatroterapista e Arteterapista ad orientamento psicofisiologico.Conduttore di Laboratori Teatrali,Laboratori di Ricerca Teatrale, DrammaTeatroTerapia e Arti Terapie. Tel: 340/1486357 E-mail: davide.marzattinocci@yahoo.it www.myspace.com/davidemarzattinocci

Chi sono

Blogger: marzadavide
Nome: Davide Marzattinocci
Davide Marzattinocci, Nato a Roma il 23 ottobre 1973. Telefono: 340/1486357. E-mail: davide.marzattinocci@yahoo.it Blog: www.davidemarzattinocci.splinder.com www.myspace.com/davidemarzattinocci ********************** TITOLO DI STUDIO. • Master conseguito presso la Scuola triennale professionale di formazione multidisciplinare in arteterapia ad orientamento psicofisiologico diretta dal Prof. Vezio Ruggieri, ordinario di Psicofisiologia Clinica presso l’Università La Sapienza di Roma e patrocinata dall’Accademia di Storia dell’Arte Sanitaria e dall’A.E.P.C.I.S. (Associazione Europea Psicofisiologi Clinici per l’Integrazione Sociale), Roma, 2005; • laurea in Lettere e Filosofia (indirizzo Discipline delle Arti e dello Spettacolo), conseguita nel 2002 presso l’Università degli Studi La Sapienza di Roma: voto 110/110; tesi sul teatro delle marionette dal titolo: Il teatro Fiano, Cassandrino e la marionetta. La tesi è stata pubblicata per le Edizioni Junior di Bergamo, in collaborazione con l’Associazione Peppino Sarina di Tortona, 2006; • diploma di perito elettronico conseguito nel 1992 a Roma presso l'I.T.I.S. Pacinotti (voto:52\60). -Dal 2006 è socio aderente della Federazione Italiana Teatroterapia. ***************** FORMAZIONE. • Frequenta uno stage di Danzaterapia condotto da Angelica Bruno, Lecce, 2007: • Frequenta lo stage L’altro io-Stage di gioco con la maschera, condotto da Thoma Limbosch, 2007; • seminario di DanzaMovimentoTerapia Danzare le origini, condotto da Vincenzo Bellia, docente della Scuola di Arti Terapie e Psicoterapie Espressive, Roma, 2006; • stage sul clown condotto da Sandra Pasini (Teatret Om), 2004; • stage sull’uso della voce tenuto dal gruppo Teatro Ac-canto, 2003; • stage sull’uso della maschera, condotto da Thoma Limbosch, 2002; • seminario di formazione con la compagnia Teatro Potlach di Fara Sabina (RI), con la quale partecipa al progetto teatrale Le città invisibili a Casarano (Le) e al Festival teatrale dei centri storici della Valle del Farfa, 2002; • partecipa ad un seminario sul candomblè condotto dall'attore-danzatore Augusto Omolù, 2001; • frequenta uno stage di musicoterapia, condotto dalla Dott.ssa Pistorio, organizzato dalla Scuola di Arti Terapie della Terza Università di Roma, 2001; • frequenta un corso di percussioni popolari italiane condotto da Antonella Costanzo presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello di Roma, 2000-2001; • proiezionista per il cineclub dell'associazione culturale L'isola che non c'è, stagione 1999-2000; • seminario teorico-pratico sulla musica popolare condotto da Giovanna Marini, Frascati, 2000; • stage teatrale tenuto da Sandra Pasini, attrice della compagnia Teatret Om, 2000; • laboratorio sulle Danze Sacre di Gurdjieff tenutosi al Teatro Ateneo, presso l'Università La Sapienza di Roma, 2000; • stage con la compagnia Bread & Puppet Theatre, organizzato dall'Università La Sapienza di Roma, 1997; • laboratorio annuale di clown, insegnante: Gaston Troiano, 1997; • stage teatrale tenuto dall'attore e regista Pino Grossi, 1997; • laboratori di Commedia dell'Arte condotti da Claudio Di Maglio presso il Teatro Ateneo dell'Università La Sapienza di Roma, 1995, 1996; • laboratorio teatrale annuale presso la scuola internazionale di teatro Circo a vapore, Roma, 1995; • laboratorio sull’uso della voce condotto da Edda Dell’Orso, tenutosi al teatro Ateneo dell’Università La Sapienza di Roma, 1995; • laboratorio teatrale condotto da Cristiano Vaccaro presso l’associazione culturale Insieme per Fare, Roma, 1993; • laboratorio teatrale presso l’associazione culturale La Maggiolina, Roma, 1992; • effettua privatamente e con regolarità una supervisione individuale presso uno psicoterapeuta-arteterapeuta. ESPERIENZE LAVORATIVE. • Attualmente: - E’ docente del corso di formazione in Drammateatroterapia presso l’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative di Lecce; - conduce un laboratorio teatrale per disabili per la cooperativa Spes Contra Spem, Roma; - conduce (dal 2001) il laboratorio teatrale per disabili adulti nell'ambito del progetto laboratori sperimentali integrati, organizzato dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre; - conduce un laboratorio teatrale per persone disabili per la cooperativa sociale Il Brutto Anatroccolo, Roma; - conduce un laboratorio teatrale presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma; - conduce un laboratorio di drammateatroterapia presso l’associazione culturale Officine Sottosopra, Roma; - lavora con le Arti Terapie in sedute individuali, Roma; - conduce come regista di Metamorfosi Teatro, un laboratorio permanente di ricerca teatrale. • Conduce stages e laboratori di Drammateatroterapia presso l’Istituto Meme di Modena, 2007-2008; • conduce un laboratorio teatrale per attori finalizzato alla messa in scena dello spettacolo Vincere, Roma, 2008; • conduce uno stage di Drammateatroterapia in occasione del V Convegno sulle Arti Terapie La corporeità della mente, organizzato dall’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, Lecce, 2007; • conduce lo stage di Drammateatroterapia Il Corpo in Gioco presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma, 2007; • conduce laboratori di Arti Terapie presso il Casale dei Monaci, Ciampino, 2007-2008; • conduce, con la Dott.ssa Elena La Puca lo stage Danzare il personaggio. Laboratorio creativo tra danza e teatro, presso l’associazione culturale Officine Sottosopra, Roma, 2007; • conduce due laboratori teatrali presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma, 2007; • conduce un laboratorio di drammateatroterapia presso l’associazione culturale Officine Sottosopra, Roma, 2007; • dal 2004 al 2007 conduce un laboratorio di musicoterapia presso il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura dell’Ospedale S.Giovanni-Addolorata (ASL RM/C), Roma • conduce un laboratorio teatrale per la terza età promosso dal Municipio Roma IV e dal Centro di Cultura Popolare del Tufello, presso il Centro Polivalente Anziani Cecchina Aguzzano, Roma, 2007; • conduce uno stage di drammateatroterapia in collaborazione con l’associazione culturale Arteartè, Reggio Calabria, 2006; •conduce uno stage di drammateatroterapia presso l’associazione culturale Cielo e Terra, Roma, 2006; • conduce due stages di drammateatroterapia presso l’Associazione Culturale Residui Teatro, Roma, 2006; • conduce uno stage di drammateatroterapia presso la Libera Università di Alcatraz, Gubbio, 2006; • conduce il laboratorio teatrale per la terza età I percorsi della memoria, promosso dal Municipio Roma IV e dal Centro di Cultura Popolare del Tufello, Centro Polivalente Anziani Cecchina-Aguzzano, Roma, 2006; • conduce il laboratorio di Arti Terapie “Incontro con l’opera di Franco Ferrari” presso il Casale dei Monaci, Ciampino, 2006; • conduce due laboratori teatrali presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, Roma, 2006; • conduce uno stage di drammateatroterapia presso lo IALS (Istituto Addestramento Lavoratori Spettacolo) di Roma, 2005; • conduce (dal 2001) il laboratorio teatrale per disabili adulti nell'ambito del progetto laboratori sperimentali integrati, organizzato dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre. Con il laboratorio porta in scena gli spettacoli Il re e i gobbi (2002), Valzer (2004), Piccolo valzer (per Tiziana Cocco) (2005), Circo! (2006) e L’osteria dell’aria fritta (2007); • conduce un laboratorio teatrale presso il Centro di Cultura Popolare del Tufello, 2005, Roma; • nel 2005 e 2006 conduce un laboratorio teatrale per adulti presso il 3° Centro Territoriale per l’Educazione Permanente del Municipio IV, Roma; • dal 2002 al 2005 è assistente domiciliare per la cooperativa Il brutto anatroccolo, Roma; • conduce un laboratorio teatrale presso il Centro Diurno del C.S.M. della ASL RM/A di Via Monte Tomatico, 2004, Roma; • conduce un laboratorio teatrale presso l’associazione culturale Novamusica e arte, Roma, 2004; • conduce, per il Teatro Potlach di Fara Sabina, un laboratorio teatrale per disabili adulti a Passo Corese (RI), 2002; • lavora come operatore nella ludoteca Spazio Natalizio (per bambini dai 4 ai 10 anni) gestita dalla cooperativa Oltre e promossa dal Municipio Roma Tre, 2001; • nel 2001 lavora col burattinaio Giancarlo Santelli; • operatore nei laboratori sperimentali integrati 1999/2000 di teatro e cucina, promossi dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre, Roma, 1999/2001; • nel 1999 collabora con la rivista bimestrale DEA; • 1996/2002: assistente domiciliare per la cooperativa OLTRE; • operaio presso la T.I.M.E. Service, Ingolstadt (Germania), 2000; • assistente domiciliare per la cooperativa Prassi e ricerca dal 1995 al 1996, Roma; • operatore sociale presso le colonie estive dell'ANFFAS (Associazione Famiglie Fanciulli Adulti Subnormali) di Roma dal 1993 al 1998; • assicuratore ramo vita per la Prudential Italia, 1994; • cameriere presso l'hotel Hilton, Roma, 1993; • cameriere presso la birreria Falco matto, Roma, 1993. PUBBLICAZIONI. • E’ relatore in occasione del V Convegno sulle Arti Terapie La corporeità della mente, organizzato dall’Istituto di Arti Terapie e Scienze Creative, Lecce, 2007; • pubblica la tesi di laurea, (dal titolo Il teatro Fiano, Cassandrino e la marionetta), per le Edizioni Junior di Bergamo, in collaborazione con l’Associazione Peppino Sarina di Tortona, 2006; • pubblica tre articoli per la rivista Arti Terapie, 2006-2008; • scrive la prefazione a Basta domandare, opera teatrale di Marco Montanari, edita da Sovera Multimedia, 2004; • dal 2002 è autore di alcuni testi per il cantautore Emanuele Inserto; • scrive articoli di arte, cultura e società per il bimestrale Dea Contro, 1999-2000; • tra il 1994 e il 1996 collabora con PANTAGRUELE, rivista di satira del linguaggio. ESPERIENZE ARTISTICHE. • Attualmente è attore e regista di Metamorfosi Teatro. Con lo spettacolo Passaggi partecipa al Maggio Sermonetano 2006. Con lo spettacolo Vincere partecipa alla rassegna Schegge d’autore al Nuovo Teatro Colosseo, Roma, 2008; • Dal 2007 conduce un laboratorio teatrale integrato per disabili adulti, promosso e realizzato dalla cooperativa Spes Contra Spem. Con il gruppo Teatro Buffo, nato dal laboratorio, porta in scena lo spettacolo Celebrità presso il Teatro Viganò di Roma, 2007; • dal 2001 conduce un laboratorio teatrale integrato per disabili adulti, promosso e realizzato dalla cooperativa Oltre e il Municipio Roma Tre, con i quali porta in scena gli spettacoli: Il re e i gobbi (2002), Valzer (2004, rappresentato al Teatro delle Muse, Roma), Piccolo valzer (per Tiziana Cocco) (rappresentato all’Agorà Festival di Roma e al Teatro Saffi di Roma, 2005), Circo! (2006), rappresentato al Teatro Colosseo di Roma in occasione dell’Agorà Festival e all’Handicap Day 2006 e L’osteria dell’aria fritta (2007); • porta in scena, come regista, gli spettacoli Taksati. Storie attorno a un filo (2005), Italia, 2050 (2006), Caos (2006), Quotidiana Follia (chi tiene le fila?) (2007), Le storie di ognuno sono semi di vita dove la follia è ben gradita (2007), con il gruppo Laboratorio di Teatro Popolare, nato nel lavoro di laboratorio teatrale condotto al Centro di Cultura Popolare del Tufello a Roma dal 2005; • regista degli spettacoli La locanda dei racconti (2006) e La mendicante sfortunata (Ovvero: La Grande Allegria) (2007), nati dal laboratorio teatrale per la terza età I percorsi della memoria, promosso dal Municipio Roma IV e dal Centro di Cultura Popolare del Tufello, Centro Polivalente Anziani Cecchina-Aguzzano, Roma, 2006-2007; • regista degli spettacoli Nell’assurdo (2005) e Un sogno (2006), rappresentati dal Teatro degli Incoscienti, gruppo nato dalla conduzione del laboratorio teatrale per adulti presso il Centro Territoriale per l’Educazione Permanente del Municipio IV di Roma, negli anni 2005 e 2006; • é uno degli interpreti del cortometraggio Sentimenti in scatola, regia di Marco Montanari, 2003: • con la compagnia Cilantro Teatro porta in scena Macondiano all’ Altrofestival di Milano, al festival Fiumestate 2003 (Fiumefreddo Bruzio, Cosenza), all’ex-cinema occupato Astra di Roma e al centro culturale Affabulazione di Ostia (RM), 2003; • voce recitante in Come d'autunno. Vita e speranza in un tempo sospeso, spettacolo di poesia e musica, con l'accompagnamento della chitarra classica di Emanuele Inserto, 2002; • è uno degli interpreti dello spettacolo MASCHERATI!, scritto e diretto da Dario Aggioli della compagnia Teatro Forsennato, 2001; • nel 2001 lavora col burattinaio Giancarlo Santelli, col quale ha messo in scena gli spettacoli Il principe curioso e Pulcinella in cerca di fortuna per il mondo. • messa in scena dello spettacolo Pioggia obliqua: lettura poetica dedicata a Fernando Pessoa, con l'accompagnamento della chitarra classica di Emanuele Inserto, 2001; • è uno degli interpreti dello spettacolo multimediale Multivisione georgos, interras intercaela creato dal gruppo di artisti S. Giorgio, 1999; • é uno dei due conduttori di un laboratorio teatrale per disabili adulti, (con i quali porta in scena lo spettacolo El Roble ), tenutosi nell'ambito del progetto laboratori sperimentali integrati 1999/2000 gestito dalla cooperativa OLTRE e dal Municipio Roma Tre; • è uno degli interpreti del cortometraggio Collasso, regia di Sang Do Lee, 1999; • partecipa all'edizione 1999 del festival di teatro di strada Mercantia a Certaldo, con il gruppo I Ronzini Balzani; • nel 1998 e nel 1999 fa parte della compagna teatrale YAALED, con la quale ha portato in scena lo spettacolo Por un amor, adattamento teatrale del film Profundo Carmesì di Arturo Ripstein; • spettacolo di strada (con Giulia Scala) I Clowns Pazzaioni alle Olimpiadi, rappresentato in diverse piazze di Roma, 1998; • è uno degli interpreti del cortometraggio 2000 anni non sono niente, regia di Gaston Troiano, 1997. •

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martedì, 24 aprile 2007

SPETTACOLO LO_25"Il teatro deve essere inatteso, deve guidarci alla verità attraverso la sorpresa, se l'abitudine ci porta a credere che il teatro debba iniziare con un palcoscenico, scene, luci, e poltrone, partiamo dalla strada sbagliata. Possono prendere un qualsiasi spazio vuoto e chiamarlo palcoscenico: un uomo attraversa questo spazio mentre qualcun altro lo guarda e questo è tutto quanto di cui ho bisogno perchè s'inizi un atto teatrale. In teatro è l'immaginazione a riempire lo spazio". 
                                                                           
Peter Brook   
postato da: marzadavide alle ore 23:23 | link | commenti
categorie: cultura, poesia, creativitĂ , libertĂ 
sabato, 16 settembre 2006

UN ARTICOLO DALLA RIVISTA "ARTI  TERAPIE" (nov.-dic. 2006)                  

                                                                             

TEATRO, DISABILITA’ ED ESTETICA.

“Dal mio quarto piano sull’infinito, nella plausibile intimità
della sera che sopraggiunge, a una finestra che dà sull’inizio
delle stelle, i miei sogni si muovono con l’accordo di un
ritmo, con una distanza rivolta verso viaggi e paesi ignoti, o
ipotetici, o semplicemente impossibili.”

Fernando Pessoa

Vorrei prendere spunto, per le semplici riflessioni che seguiranno, da un’esperienza che mi coinvolge da alcuni anni. Dal 2001 conduco un laboratorio teatrale per persone disabili promosso dal Municipio Roma Tre e realizzato dalla cooperativa Oltre. Al laboratorio partecipano mediamente una decina di utenti e da due a cinque operatori: tutti i partecipanti, me compreso, sono sempre coinvolti negli spettacoli in tutte le fasi, dalla creazione alla rappresentazione. Foto di Chiara CardelliProprio su questa distanza, sul percorso creativo che va dalla nascita dell’idea-azione teatrale alla sua fissazione-rappresentazione per il pubblico, vorrei fermare l’attenzione. C’è un legame tra il processo che avviene nel laboratorio e il senso estetico della performance che ne scaturisce? Perché spesso gli spettacoli con persone con disagio non hanno una valida collocazione estetica?
In merito alle difficoltà poste da queste domande vorrei citare un passo del prof. Giorgio Concato (Docente di Psicologia Dinamica all'Università di Firenze), che illustra due possibili condizioni di non equilibrio; dove la terapia annulla il teatro e dove il teatro inficia l’intervento terapeutico: “Nel primo caso, dunque, si assiste a spettacoli volti a suscitare nel pubblico la commozione per l'insospettata abilità dei disabili a mostrarsi "normali", a dimostrare, nell'ambito della finzione, quelle competenze e quelle attitudini la cui mancanza, nella vita concreta, li contrassegna e li separa dai soggetti normodotati: spettacoli del tipo "saggio di fine anno", per un pubblico di curiosi, parenti, operatori, volontari e persone sensibili, disposti ad apprezzare lo sforzo dei disabili di superare il loro handicap e la capacità dei registi-terapeuti di accompagnarli verso la riacquisizione di una normale funzionalità espressivo-motoria. Qui la terapia oscura l'arte, fino a trasformarla in semplice pretesto.
Nel secondo caso, invece, all'insegna di un'obsoleta apologetica della valenza decostruttiva della deformità, il "diverso" rischia di apparire sulla scena, inconsapevole del Foto di Chiara Cardellisuo ruolo di spettacolare alterità, solo come emblema e segno di un discorso critico-estetico sulle rimozioni e le esclusioni operate dalla vigente cultura della normalità.”. 
Partendo da queste considerazioni vorrei scrivere del ruolo del conduttore, così come lo vivo nella mia esperienza. Nel lavoro mi sento in balìa delle sensazioni, del sentire (parole che sono alla radice del termine estetica), navigo con il gruppo e attiro a me i loro messaggi consapevoli o meno; sono pienamente coinvolto delle loro possibilità (soprattutto delle più elementari ed istintive), dai loro ritmi, dai loro limiti, dalla loro quotidianità, dai loro movimenti e dalle loro ansie. Questo materiale si mescola alle mie sensazioni (la mia “estetica”) e a quello degli operatori, poi riaffiora bisognoso di un contesto, chiede di essere ricollocato dal sogno al palcoscenico sotto forma di suoni, oggetti, forme, azioni. Non è importante (anche se a volte è necessario) dare una “spiegazione razionale” all’azione teatrale; l’importante è che sia voluta, necessaria e riproducibile, senza che si perda la voglia di continuare a reinventarla, diversa ed uguale, come si reinventa, parallelamente, la relazione tra gli attori. Mi piace, una volta iniziato il percorso laboratoriale, restare in una temporanea sospensione attendendo e cercando lo stimolo, spesso una musica o un oggetto che, una volta fissato nell’azione scenica, crei uno spazio-tempo dove l’attore-utente possa “rappresentarsi” in un luogo protetto e modificabile. Mi piace aspettare che le immagini “cadano dall’alto”; poi le accolgo e le accompagno nel mio immaginario con la concretezza di ciò che gli utenti sono, in tutte (o alcune) loro subidentità. L’immaginazione tiene stretto a sé il reale e lo rielabora modificandone i contorni e permettendo all’attore di non dover assumere un’identità imposta, rigida, che non farebbe altro che privarlo dell’esperienza di esprimersi ed apparire sé ed altro da sé. Foto di Chiara Cardelli
Non credo sia facile mantenere l’equilibrio metodologico ed umano che consenta di non sbilanciarsi verso gli opposti citati dal prof. Concato, ma penso che sia auspicabile cercarlo, sentirlo e modularlo all’interno dell’esplorazione della relazione tra il conduttore e il gruppo. Un processo laboratoriale condotto con consapevolezza può portare dolcemente, fluidamente e con naturalezza, gli attori verso il sentire, quindi nel pieno di un’esperienza che si possa definire estetica. Perciò a mio avviso l’estetica del teatro in contesti di disagio (e forse anche del teatro in altri contesti) non è un punto di arrivo da raggiungere con immediatezza, ma la conseguenza di un processo creativo sentito.


Davide Marzattinocci